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Foto di Pasquale Esposito
 
 


 
Dall'articolo dello statuto dell'associaz. Fiori nel cielo
(fondata da Pasquale Esposito)

L'Associazione ha la finalità di approfondire e promuovere la pratica e l'educazione della tradizione zen, seguendo l'insegnamento del maestro F. Taiten Guareschi, Tempio "Fudenji" scuola zen soto (Italia) www.fudenji.it/en/index.html;
Di esplorare, di ricercare sull'espressione e la comunicazione nell'arte del teatro e del cinema, integrando i principi dello zen;
Di ricercare sulla relazione che c'è tra espressione e salute.
Il nome dell'associazione "fiori nel cielo" È la traduzione dal giapponese "Kuge" che è il titolo del capitolo 19 dello "Shobogenzo" opera scritta da Dogen Zenji. Cielo sta per "vuoto", quindi fiori nel vuoto, questo corrisponde al principio dell'insostanzialità (uno dei tre sigilli del buddismo) e cioè che tutto esiste e niente è reale, nel senso che nulla è fisso nella sua forma, misura, sostanza e che niente che sia vivo, ha una sua auto natura o sostanzialità propria, indipendente, isolata.
Nel sutra del cuore c'è scritto: (shiki soku zeku) i fenomeni sono il vuoto e (ku soku ze shiki) il vuoto è i fenomeni, questo è uno dei pilastri fondamentali dello zen e afferma l'interdipendenza, l'unità dell'esistere e della vacuità.
Questi principi creano lo spirito dell'associazione, che afferma:
la religione e qualsiasi atto che si ritenga spirituale, riguarda l'otto di aprire gli occhi di fronte alla realtà di se stessi.
Non esistono fenomeni separati, isolati e nulla esiste indipendentemente dalla nostra percezione individuale, questo è lo spirito dell'associazione.
Una frase buddista dice: "Nel cielo non c'è est, ne ovest, noi facciamo queste distinzioni nella mente e poi crediamo siano vere".
Nel mondo tutto origina dal vuoto, come oggetti che escono fuori dal cilindro di un mago".
Lo scopo dell'associazione è creare un movimento culturale, un educazione, un approccio che mette l'attenzione su dei principi base della tradizione zen. Non tecnica o metodi da imitare, piuttosto la ricerca in prima persona, come essere umano di manifestare sempre l'interdipendenza e l'integrazione naturale con il mondo circostante.
Un elemento chiave e fondamentale sia nello zen, nel teatro e nelle arti espressive è il corpo, l'implicazione completa dell'essere, in ultimo l'esperienza diretta, l'incontro diretto.
Alcuni dei principi base seguiti dall'associazione sono:
Di avere un senso in prima persona dell'incontro autentico, diretto;
Di avere un senso in prima persona di cosa è essere in "rapporto" (la chiave dell'insegnamento zen);
Di avere un senso che nulla compreso me, è di natura fissa, isolata, indipendente e che invece tutto è in continuo cambiamento e in rapporto costante;
Di avere un senso che sentire è un verbo che non riguarda le emozioni, ne altro che sia solo interno a me stesso, piuttosto riguarda le sensazioni che accadono a me nell'incontro, nel dialogo fisico, sensoriale, spaziale col mondo in cui sono;
Di avere un senso dell'altro, come che la mia esistenza è (accade) proprio nel rapporto con l'altro; (è solo nella dinamica del rapporto, che posso comprendere la verità della mia natura originaria);
Di avere un senso e una visione dell'insieme, della globalità, dell'integrazione della vita.
Di avere un senso dello spazio vuoto;
Di avere un senso che qualsiasi atto creativo stà nel ricevere, nel lasciare entrare, nella resa e che qualsiasi cosa faccio consciamente, è affettata e isolante;
Di avere un senso dell'originalità, di cosa è originale.
Unico modo di cogliere tutto questo è l'esperienza diretta chiave dell'insegnamento zen, la sola dottrina resta un idea.

L'associazione afferma che ciò che comunemente noi chiamiamo uomo, non rappresenta se stesso come noi lo conosciamo, col suo ruolo, personalità, storia, piuttosto la nostra natura originaria, di cui egli è l'espressione e se la facesse intravedere attraverso la sua azione, ci farebbe riconoscere di cosa siamo fatti.
Questo è lo scopo dell'associazione nel proporre teatro/cinema, o qualsiasi altro evento e training.
"Studiare la via del Buddha è studiare se stessi e studiare se stessi è dimenticare se stessi, rimuovere ogni barriera tra se se gli altri" (la natura di Buddha e la natura dell'illusione sono la stessa cosa).
                                                                                                   Dogen Zenji
 
 
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